Saper ascoltare: la chiave per la comprensione degli altri

Lo scambio e le relazioni con gli altri esseri umani costituiscono il fondamento della nostra vita. Il dialogo è di cruciale importanza e, affinché esso sia costruttivo, vale la pena di osservare determinate regole.

Ascoltare, tra favola e quotidianità 
«Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era: ascoltare. [...] Momo sapeva ascoltare in tal modo che ai tonti, di botto, si affacciavano alla mente idee molto intelligenti. [...] Mentre teneva i suoi vividi grandi occhi scuri sull'altro, l'altro sentiva con sorpresa emergere pensieri che mai aveva sospettato di possedere. Lei sapeva ascoltare così bene che i disorientati o gli indecisi capivano all’improvviso quello che volevano. [...] Gli infelici e i depressi diventavano fiduciosi e allegri. [...] Così sapeva ascoltare Momo.» (Michael Ende, Momo, traduzione libera dal tedesco) 

Purtroppo la nostra vita quotidiana non è sempre così fiabesca. Se n'è accorta pure Carmen Cereghetti. Non vedeva l'ora d'incontrarsi con la sua amica Susanna per raccontarle che già da due settimane partecipava regolarmente al programma sportivo proposto dall'azienda presso cui lavorava. E subito iniziò a raccontarle: «Pensa che già da due settimane partecipo al programma sportivo indetto dalla nostra ditta». Ma subito Susanna la interruppe dicendo: «Ah, sì, settimana scorsa ho fatto una gita in bici con Roberto. E poi siamo andati a pranzare insieme sontuosamente. Sai dove? Al Ristorante del lago. Un luogo molto chic e una cucina che non ti dico ...» Carmen si sentì bloccata e soprattutto ferita. Della sua attività sportiva non fece più parola. 

Quel che rende difficile il dialogo con gli altri
Nella vita di ogni giorno siamo spesso talmente occupati a ottemperare ai nostri obblighi da non avere più la necessaria disponibilità interiore per ascoltare gli altri. Allora corriamo il rischio di reagire come Susanna, anche senza volerlo.

Ecco i fattori che ci impediscono di prestare ascolto con attenzione: 

  • Andiamo di fretta e non abbiamo davvero il tempo per fermarci a dialogare.
  • Siamo così occupati con noi stessi che ci è difficile provare interesse per gli altri.
  • Sentiamo che quello che racconta il nostro interlocutore, in verità, non ci interessa molto e la nostra mente comincia a vagare.
  • Spesso crediamo di sapere già ciò che l'altro desidera dirci e allora non ci mettiamo veramente in ascolto.
  • Abbiamo un opinione diversa da chi ci sta di fronte e siamo presto pronti a contraddirlo.
  • Spesso confondiamo dialogo e disputa. Questo ci induce a voler fare bella figura a tutti i costi, a brillare con le nostre argomentazioni, a cercare di far colpo su chi ci sta intorno mostrando quanto siamo intelligenti.
  • Le affermazioni peggiori sono le frasi di questo tipo: «So benissimo quello che provi», o «Non mi devi spiegare queste cose, sono già al corrente ...». 

 

Mettersi in ascolto con attenzione: il passo cruciale per un dialogo costruttivo La maggior parte delle persone pensa che ascoltare con attenzione significhi soprattutto entrare in sintonia con la persona con cui si sta dialogando. Questo di per sé non è sbagliato. Spesso, tuttavia, non consideriamo il fatto che per un ascolto attento dobbiamo cominciare da noi stessi, cercando di essere ricettivi e disponibili. 

1. Stabilire le condizioni esterne favorevoli:
Mettete a disposizione un lasso di tempo sufficiente se, ad esempio, percepite che vostra figlia vorrebbe farvi una confidenza o se un vostro collaboratore vi chiede un colloquio personale. Provvedete affinché il colloquio avvenga in un luogo per voi piacevole e dove vi sentite a vostro agio. Ciò vi consente di sintonizzarvi meglio con il vostro interlocutore. Non sostenete un colloquio così su due piedi. Se in quel momento vi manca il tempo per una discussione, ditelo immediatamente. Proponete di fissare un appuntamento per un colloquio appena ne avrete il tempo. 

2. Saper ascoltare inizia col mettere sé stessi nelle condizioni ideali:
Con uno stato d'animo in subbuglio o presi dalla fretta, non si è in grado di ascoltare gli altri. Il primo punto per essere disponibili all'ascolto, probabilmente il più importante, consiste nel trovare il proprio equilibrio cercando di essere interiormente calmi, rilassati e ricettivi. 

3. Mettetevi a vostro agio mentalmente:
Se necessario, bevete un bicchiere d'acqua, rilassatevi, fate qualche respiro profondo o gettate uno sguardo fuori dalla finestra. Cercate di creare la disponibilità interiore nei confronti del vostro interlocutore e per l'imminente colloquio. 

4. Concentrarsi sul proprio obiettivo:
Il vostro obiettivo è quello di prestare un orecchio attento. Questo significa che dovete offrire l'opportunità all'altro di parlare in tutta tranquillità, senza interromperlo. Ci saranno verosimilmente anche delle brevi pause che sarebbe opportuno rispettare, evitando d'intervenire. Se ad esempio voi stessi avete già vissuto esperienze simili a quelle di cui vi sta raccontando il vostro interlocutore, evitate di interromperlo dicendo: «È capitato anche a me e ho risolto la questione facendo così e così». Concedete la priorità all'altro, tenendo presente che dovete ascoltare con calma quanto vi sta raccontando il vostro interlocutore. 

5. Prendete qualcuno a modello:
Conoscete una persona dotata di una buona capacità d'ascolto? Potreste prenderla a modello? Ciò potrebbe aiutarvi nel vostro intento. 

6. Guardate il vostro interlocutore negli occhi:
Voltatevi verso di lui e rivolgetegli tutta la vostra attenzione. Provate a fargli capire che avete tempo da dedicargli, che siete qui per lui e che lo sostenete. 

7. Confermate quanto il vostro interlocutore sta esprimendo:
Facendo ogni tanto delle osservazione del tipo «Ah, ecco sì, ho capito, o.k.», dei gesti rassicuranti, dei cenni affermativi del capo, ecc., incoraggerete l'altro a continuare a parlare. 

8 Ponete delle domande:
Chiedete delle spiegazioni se qualcosa non vi è chiaro. Accertatevi di aver capito bene ciò che vi è stato detto, ad esempio invitando il vostro interlocutore a fornire maggiori dettagli in proposito oppure chiedendogli «Cosa intende esattamente per ... ?». 

9. Ripetete ciò che avete capito:
Potete ripetere l'affermazione fatta tale e quale oppure riformularla nei termini che secondo voi rendono il senso di ciò che il vostro interlocutore intendeva dire. Riferire il senso di quanto è stato detto, riportare l'opinione dell'altro e riassumere le informazioni consentono una maggiore chiarezza. Chiedete al vostro interlocutore se avete ben compreso questo o quest'altro concetto. Prestate attenzione alle parole chiave utilizzate dall'interlocutore e integratele nel discorso.

Quando è sensato mettersi in ascolto attentamente?
Un gran parte dei nostri colloqui quotidiani è costituita da dialoghi di poca importanza che hanno quale argomento le condizioni meteorologiche o i risultati sportivi. In tali frangenti non è necessario tenere in considerazione gli aspetti menzionati qui sopra. Questi vanno osservati quando l'altro ha bisogno di qualcuno che lo ascolti con attenzione e questo non è sempre facile da capire in anticipo. 

Quando la necessità di essere ascoltati si fa sentire, una coppia può ad esempio stabilire una sorta di rituale sinonimo di «Devo parlarti di una cosa veramente importante e vorrei che mi ascoltassi attentamente». In tal modo un colloquio sarà più strutturato fin dall'inizio e si svolgerà in maniera più positiva. 

Ma qual è la relazione tra una buona capacità d'ascolto e la salute?
Saper ascoltare attentamente produce un doppio effetto sulla salute: colui che si sente compreso è soddisfatto perché gode dell'ascolto di una persona di fiducia. Si sente sollevato, stimato come persona e percepisce il sostegno e l'appoggio dell'altro. Il colloquio può forse apportargli nuovi stimoli o idee per risolvere il problema che lo preoccupa. 

E colui che ascolta? Anche lui ne trae beneficio. Sentire di essere una persona degna di fiducia per chi gli sta di fronte gli procura un senso di soddisfazione e di felicità. Egli percepisce che l'altro si sente capito e sollevato grazie al suo aiuto. Questo lo valorizza. La sua relazione con l'inter-locutore è rafforzata, così come la sensazione di sentirsi utile, e perciò la sua vita ha più senso. 

Tutti questi aspetti hanno un effetto benefico sulla salute psichica e fisica perché suscitano emozioni positive e consentono la secrezione di ormoni che giovano al benessere e reprimono lo stress.

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