Le abitudini alimentari dei nostri giorni, con molti pasti intermedi, con molti cibi e bevande zuccherati, portano troppo e soprattutto troppo spesso zucchero nella cavità orale. Sono soprattutto i bambini a sentire il bisogno di un pasto intermedio, nella maggior parte dei casi, contenente zucchero.
Sulla base dell’esperienza, l’idea “i denti ammalati sono quelli da latte, ma tanto ricresceranno quelli nuovi”, risulta alquanto dispendiosa. La caduta prematura dei denti da latte a causa della carie, ha come conseguenza la posizione difettosa dei rimanenti denti. Le conseguenti correzioni che si rendono in seguito necessarie, sono molti dispendiose, spesso raggiungono le migliaia di franchi. Inoltre, se non si ricorre alle cure necessarie, in una dentatura i cui denti da latte sono stati assaliti dalla carie, le probabilità che anche i rimanenti denti subiscono la stessa sorte, sono davvero molte.
Conta la frequenza, non la quantità
Non è necessaria una rinuncia completa ai dolciumi. Poiché il verificarsi della carie non è poi tanto legato alla quantità, ma alla frequenza con cui lo zucchero viene consumato.
“Il problema maggiore è rappresentato dal fatto che è cambiata la cultura del bere e del mangiare. Oggi assistiamo ad una costante assunzione di zucchero sotto forma di poppate e di dolciumi. Tuttavia, non è necessario che il consumo di zucchero debba essere limitato, basta soltanto che ci sia un certo ordine. Se dopo un pasto si consuma il dessert, in seguito si puliscono i denti e poi si lascia in pace la bocca, la salute dei denti non è per niente compromessa”, dice Peter Minnig, medico dentista alla clinica scolastica di Basilea.
Una normale alimentazione che comprende anche il dolce dopo il pasto principale, non pone affatto problemi, poiché la saliva, favorita da una buona igiene orale, è in grado di adempiere alle più piccole riparazioni sulla superficie dei denti.
La tranquillità in bocca mantiene sani i denti
Questa rigenerazione però, funziona solo se nella bocca regna la pausa corrispondente. La saliva è in grado di neutralizzare gli acidi che sono comparsi in seguito all’assunzione di cibo e bevande e ripristinare, fino ad un certo grado, la quantità di minerali sulla superficie dei denti, ma perché questo avvenga, occorrono minimo due o tre ore. Per questo motivo, i pasti intermedi o anche le poppate non dovrebbero assolutamente contenere zucchero.
Peter Minnig: “La cosa più ideale sarebbe seguire la massima: si mangia e si beve solo a tavola. Per mangiare e bere i bambini dovrebbero sedersi a tavola e solo dopo dovrebbero poter tornare a giocare. In questo modo non assumerebbero in continuazione dolciumi.
” Nella cavità orale, dove è umido e caldo, vivono batteri che principalmente si nutrono di zucchero. Una parte di questi batteri si attaccano ai denti sotto forma di placca. Questa attacca lo smalto dei denti ed ecco apparire la carie dentaria. Inizialmente la carie si manifesta con la sensibilità dei denti al caldo, al freddo o al dolce.
Pulire dopo i pasti principali
Con l’igiene orale bisognerebbe cominciare già non appena spunta il primo dente. Con un bastoncino ovattato, pulire il dente risulta molto facile. I bambini dovrebbero avere il loro spazzolino da denti già in tenerissima età, in modo che possano imparare precocemente a pulirsi i denti da soli.
Peter Jäger, dell’associazione dei dentisti svizzeri: “I bambini possono benissimo imparare a pulirsi i denti in forma ludica. Bisogna stimolarli ad imitare gli adulti e con lo spazzolino da denti indurli a trafficare almeno un po’ all’interno della bocca.”
A partire dal quarto anno di età bisogna insegnare ai bambini la giusta tecnica per pulire i denti. A quest’età sono in grado di imparare non solo a spazzolare semplicemente i denti ma a spostare lo spazzolino a destra e a sinistra e a pulirli con piccoli movimenti rotatori. Tuttavia, è necessario che siano i genitori che poi finiscono di pulirli come si deve.
Non appena spuntano i primi denti da latte, la prevenzione della carie con il fluoruro risulta importante. Questa prevenzione può essere eseguita con il microelemento aggiunto all’acqua potabile o con il fluoruro contenuto nel sale da cucina, oppure ingerendo speciali pastiglie di fluoruro.